La collezione Personalità si esprime attraverso diversi colori, che rappresentano a tutti gli effetti delle “vibrazioni” dell’anima.
Come trovarsi in un paesaggio verde intenso da cui non vorreste mai esser strappati via.
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Jin U nasce in questo spazio, in un non-luogo sospeso tra realtà e immaginazione. Ci descrive senza mai palesarsi. È l’arte del profumo che si fa vegetale, amara, selvatica e viva. Jin U nel suo bagliore verde sprigiona un’energia ossigenante e tonificante, quasi fosforescente in grado di riempire di colore gli occhi, irradiare di clorofilla il naso e scuotere i cuori.
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La sua forma mutevole, mossa dal vento, naturalmente perfetta, descrive l’appartenenza dell’uomo alla natura. Come fonte stessa di vita, JIN U spinge a tracciare sulla pelle, con delicatezza, un brivido incontaminato e primordiale. Ci lasciamo attraversare dalla verticalità degli agrumi, il portamento naturale di cipresso e rosa bulgara e un cuore minerale di Vetiver e muschio.
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Immagino Van Gogh dipingere Campo di grano sotto un cielo tempestoso, nel 1890, chiuso nel manicomio di Saint-Remy-de-Provence, che ricorda i colori verdissimi e vibranti di un campo. Il vento stesso dell’opera sembra spazzare via i tumulti dell’anima, segnare un momento in cui nulla è statico, tutto prende vita, tutto si trasforma. L’espressività dinamica delle pennellate rapisce lo spettatore e dona una sensazione di speranza e rinascita che mai avremmo auspicato dalla situazione vissuta al tempo dell’artista.
Un non-luogo che, inevitabilmente, finisce per rivelarsi.
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Se JIN U è energia che si espande, CIN FAN è il suo complementare: qui ci si raccoglie in un attimo sospeso, dove la lentezza apre ad un mondo che di solito rimane silenzioso.
Il tempo perde consistenza, lo spazio perde concretezza, l’attimo resta sospeso, scandito da flebili respiri e da una mente proiettata all’ascolto.
E’ nella sottrazione che CIN FAN trova la sua autenticità, nell’ordine e nella quiete di un giardino - o di una finestra spalancata su di esso - che la fragranza dischiude la sua bellezza, pronta a lasciarsi osservare.
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La grazia di un momento contemplativo, misterioso e rarefatto, come un giardino avvolto dalla quiete: il petit grain, il neroli e i gerani si muovono in un’armonia meditativa, mentre i legni morbidi nel fondo avvolgono come tessuti pregiati.
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Girl Reading a Letter at an Open Window di Johannes Vermeer tra il 1657 e il 1659 raccoglie quell’attimo di deliziosa introspezione, d’intimità, d’intervallo e, anche qui, di vita.
Regala elementi tattili, come i tendaggi in associazione ai legni morbidi, il fiore di prugno suggerito in parte dal dettaglio della frutta, e la finestra spalancata, aldilà della quale mi piace immaginare la presenza di un giardino in piena fioritura.
Eppure tutto resta sospeso: la trama è insondabile, come i pensieri della fanciulla.

L'Autore
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Un profumo arriva nelle viscere a volte, crudo alle lacrime. Parla a qualcosa di irrazionale in noi. Non lo spieghi. Lo senti. Lo indossi, lo vivi. Ci giochi. Lo associ ad altre cose. Immagini, abi...

Tre profumi, tre stati percettivi distinti. Non raccontano storie lineari né luoghi definiti, ma momenti sospesi: ciò che si intravede, ciò che permane, ciò che si trasforma nel passaggio.



























